Il ruolo del giornalismo è cruciale in un momento in cui le prime pagine dei quotidiani, le aperture dei telegiornali e le homepage dei siti di informazione di tutto il mondo si concentrano sulla diffusione di COVID-19.

Informare in un momento così delicato e pieno di incertezza non è semplice e i giornalisti hanno la responsabilità di coprire l’evoluzione sanitaria della malattia in maniera corretta, aggiornata e verificata. Il rischio in questi casi non è solo quello di fare disinformazione ma di alimentare paure e frustrazioni in un pubblico particolarmente recettivo.

Sebbene non siano i soli esempi virtuosi, nel panorama dell’informazione italiana segnaliamo il lavoro e l’approccio editoriale di alcune realtà che a nostro avviso si sono distinte.

Nel quadro emergenziale legato alla diffusione della pandemia, Il Post (www.ilpost.it), dichiarandolo apertamente e condividendo la scelta con i propri lettori, ha scelto di focalizzare il lavoro redazionale sull’approfondimento e la verifica delle notizie, evitando titoli strillati e un approccio comunicativo sensazionalistico. Un valido esempio è l’inchiesta che ci restituisce una prima ricostruzione di quanto accaduto in Lombardia, pubblicata dopo settimane di ricerche e interviste agli attori coinvolti. Tra le iniziative editoriali della testata, infine, la newsletter quotidiana emerge per originalità e utilità. Scritta con un linguaggio informale e accessibile, mescolando informazioni accurate e fonti attendibili con contenuti storici o di costume, è riuscita a creare un filo diretto con i lettori e a conquistarne molti di nuovi.

 Valigia Blu (www.valigiablu.it) è un blog collettivo finanziato dai lettori che si propone di “contribuire all’ecosistema informativo creando senso dove c’è rumore”, spiegando e contestualizzando “i temi critici al centro del dibattito pubblico”. Sul nuovo coronavirus pubblica giornalmente in una sezione del sito dedicata approfondimenti a singole notizie, che hanno attirato l’attenzione dei media e sono diventate oggetto di discussione sui social. Da notare come le conclusioni non siano necessariamente nette, ma piuttosto restituiscano alle notizie un grado di complessità maggiore e più vicino alla realtà dei fatti.

Un esempio è l’approfondimento della notizia, rilanciata da molti quotidiani, relativa a uno studio cinese secondo cui il virus resterebbe in aria per 30 minuti e viaggerebbe per 4,5 metri al chiuso. Lo studio, apparso su una rivista scientifica considerata di poco peso, è stato di lì a poco ritirato. Ancora una volta, una più accurata verifica delle fonti e la consultazione di esperti, nonché una conoscenza di base dei meccanismi di pubblicazione degli articoli scientifici, avrebbero permesso di dare il giusto peso a una notizia che probabilmente si poteva evitare di rilanciare, risparmiando una certa dose di rumore in una fase in cui necessariamente bisogna fare i conti con l’incertezza.

Per aiutare chi si occupa di informazione ad agire in modo responsabile Valigia Blu ha poi tradotto un vademecum realizzato da First Draft, associazione non profit che si propone di fornire strumenti per la ricerca, la verifica e la pubblicazione di contenuti nell’era digitale.

Citiamo poi Scienza in Rete (https://www.scienzainrete.it/), la testata di informazione scientifica del Gruppo 2003, che ha coperto l’emergenza concentrandosi da un lato sull’analisi dei dati da parte di epidemiologi e altri scienziati e dall’altro sugli aspetti di comunicazione della salute con articoli di riflessione e approfondimento rivolti sia al pubblico sia agli addetti ai lavori.

Per una particolare attenzione ai dati e al loro significato, oltre che per l’approccio generale e la scelta dei temi, segnaliamo anche Wired (www.wired.it) e in particolare gli articoli del giornalista scientifico Gianluca Dotti, che di volta in volta ha cercato di entrare nel dettaglio dei numeri in circolazione fornendo al pubblico una chiave di lettura.

Segnaliamo infine il lavoro pressoché quotidiano della trasmissione radiofonica Radio3 Scienza (https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3scienza/), in onda dal lunedì al venerdì su Rai Radio3, che ha seguito la vicenda dalla comparsa dei primi casi in Cina e che da febbraio ha dedicato ogni puntata a un aspetto particolare della vicenda, raccontando l’attualità scientifica con servizi e interviste che hanno privilegiato l’approfondimento e l’attenzione alla complessità.

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